Dica133 – Contro l’affondamento dell’Università – Dica 133


Dica133 lancia un appello all’accademia e ai cittadini italiani
lunedì 13 ottobre 2008, 20:26
Filed under: Capire il progetto-Gelmini, Documenti / mozioni / appelli, Eventi

Dica 133 (il coordinamento dei ricercatori precari del Polo delle Scienze Sociali di Firenze) ha deciso, a fianco delle altre forme di protesta che si succederanno nelle prossime settimane, di lanciare una lettera-appello per sensibilizzare il mondo dell’università, e tutta la cittadinanza in generale, sugli effetti distruttivi che avranno sull’intera Università italiana le misure contenute nella legge 133. Questa legge contiene pesanti tagli a carico del bilancio delle Università; applica il blocco delle assunzioni a un settore dove il personale è già molto anziano, e che si regge solo grazie a un esercito di precari; infine non introduce nessuna misura di trasparenza o di valutazione della qualità e del merito.

L’appello, dal titolo “Per l’Università: investimenti adeguati e interventi innovativi” mette in evidenza questi errori, ma punta a dare una risposta costruttiva, indicando le direzioni per migliorare l’Università, purtroppo ben diverse da quelle intraprese dal governo.

Le direzioni sono due: da un lato assicurare investimenti adeguati, e favorire il ricambio della classe docente; dall’altro, introdurre da subito alcune semplici misure di trasparenza e di valutazione di qualità a tutti i livelli: gestione dei bilanci degli atenei, carriere dei docenti di tutte le fasce, reclutamento dei nuovi ricercatori.

L’errore di questa legge infatti non è soltanto nell’insensatezza dei tagli, ma soprattutto nell’assenza di qualunque intervento di trasparenza e di riforma. Per questo motivo ci rivolgiamo ai docenti strutturati, che ancora forse non hanno chiaro l’impatto degli interventi; agli studenti, alle loro famiglie, ai professionisti e a tutti i cittadini che hanno a cuore l’università. Invitiamo tutti a sottoscrivere il nostro appello perché il governo inverta la rotta sull’affondamento dell’università italiana.

Clicca qui per leggere e firmare il testo dell’appello

Nota: Per segnalare un’adesione collettiva (coordinamenti, associazioni, Facoltà, ecc.) scrivi a no133fi<at>gmail<punto>com (scusate, ma l’indirizzo non è in chiaro per bloccare spam automatici)

Annunci


Assemblea del Polo delle Scienze Sociali
lunedì 13 ottobre 2008, 9:58
Filed under: Eventi

Martedì 14 ottobre alle ore 14 è convocata l’assemblea del Polo delle Scienze Sociali, aperta a tutte le componenti accademiche, dai professori ordinari agli studenti.

L’assemblea si svolgerà alle 14 nell’edificio D5 (aula 0.03).



Assemblea ricercatori precari – Polo delle Scienze Sociali
lunedì 13 ottobre 2008, 9:55
Filed under: Eventi

Lunedì 13 ottobre alle ore 12 è convocata l’assemblea dei ricercatori precari di Scienze Politiche (con invito a tutti i ricercatori precari del Polo delle Scienze Sociali).

L’assemblea si svolgerà alle 12 nell’edificio D5 (aula 1.03).



Coordinamento Docenti Precari Università di Firenze
mercoledì 8 ottobre 2008, 19:30
Filed under: Documenti / mozioni / appelli, Eventi

Assemblea del Coordinamento Docenti Precari Università di Firenze

Facoltà di Architettura, venerdì 3 ottobre 2008

  

Comunicato

  

Tra le categorie che compongono l’organizzazione universitaria, quella dei Docenti a Contratto è certamente la più colpita dagli effetti della legge 133/2008 e della finanziaria.

Ad una  diminuzione progressiva delle risorse che certamente influirà sulla consistenza economica dei contratti, corrisponde il blocco dei turn-over che cancellerà l’unico reale motivo per cui molti docenti prestano la loro opera a titolo quasi gratuito: la possibilità di un concorso per l’immissione in ruolo.

Nella nostra facoltà e in molte altre sedi universitarie i docenti a contratto rappresentano la parte numericamente più consistente dei docenti. Secondo i dati forniti dalla presidenza, nella facoltà di architettura i docenti a contratto sono circa 230, i docenti associati e ordinari sono più o meno 130, i ricercatori 90, per un totale di 220 strutturati e 230 docenti precari.. Tuttavia i  docenti a contratto non sono  rappresentati nel consiglio di facoltà e non prendono parte alle scelte in merito alla didattica, scelte che talvolta non vengono loro nemmeno comunicate.

La docenza a contratto, in tempi di privatizzazione, rischia di diventare per molti corsi di laurea l’unica possibilità per garantire la didattica..

Il Coordinamento dei Docenti Precari, appoggia la mobilitazione intrapresa contro le leggi varate dall’attuale governo, che, tagliano i già ridotti fondi alla ricerca, bloccano il turn-over al 20%, spingono alla trasformazione delle università in fondazioni private, con elementi di incostituzionalità evidenti e sconfortanti.

Il Coordinamento ritiene il blocco totale della didattica l’unico efficace mezzo di mobilitazione per porre i temi dell’Università e della formazione al centro del dibattito politico, e lo propone all’assemblea dei presenti e agli studenti con cui vorrebbe intraprendere forme comuni di protesta anche all’interno dei singoli corsi, garantendo in tal modo il mantenimento degli impegni assunti.

Nel caso in cui l’assemblea non riterrà che il blocco della didattica debba essere intrapreso, il Coordinamento dei Docenti Precari dichiara che si conformerà comunque alle modalità di mobilitazione intraprese da ricercatori e docenti, attenendosi strettamente però, come forma di protesta, alle mansioni indicate nel proprio contratto. I docenti precari conterranno quindi tutta l’attività didattica nel numero di ore previsto dal contratto (revisioni ed esami inclusi); e svolgeranno la didattica con i soli mezzi tecnico-informatici messi a disposizione dalla facoltà.

Il Coordinamento dei docenti precari auspica e lavora per la formazione di un corpo coeso, tra studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico, coralmente consapevole della perniciosità delle leggi appena varate, che porteranno in breve allo smantellamento definitivo dell’insegnamento universitario di natura pubblica.

 

 

Coordinamento Docenti Precari Università di Firenze

docentiprecariunifi@libero.it



L’appello di “Osservatorio sulla ricerca”
sabato 4 ottobre 2008, 19:19
Filed under: Documenti / mozioni / appelli, Eventi

Le politiche Berlusconi-Tremonti-Brunetta-Gelmini su Università e Ricerca
PRESENTANO IL CONTO AL PAESE e determinano una prospettiva di futuro per
l’Italia fuori dagli accordi di Lisbona, ossia fuori dalla strategia europea
che ha individuato NELLA CONOSCENZA IL FULCRO CENTRALE DEL NUOVO SVILUPPO
ECONOMICO E SOCIALE.

Riportiamo di seguito la lista dei drammatici interventi del Governo (era
difficile prevedere in così pochi mesi la messa in atto di un progetto così
disastroso, privo di qualunque indirizzo proveniente da una seria
valutazione del sistema Università e Ricerca e senza nessuna trasparenza e
confronto):

1) Il finanziamento dell’abolizione dell¹ICI sulla prima casa per le
famiglie con redditi alti (per quelle con bassi redditi era già stata
abolita dalla finanziaria 2008 del Governo Prodi), si basa tra gli altri sul
decreto legge n. 93/2008 che ridurrà ogni anno (fino al 2013) di 467 MILIONI
DI EURO il fondo statale di finanziamento ordinario delle università (taglio
del 6% totale del fondo che però grava essenzialmente sulla parte
comprimibile (13%): manutenzioni, utenze, etc);

2) la legge n. 133/08 comporta una riduzione del turn-over al 20% per le
università (su 5 che vanno in pensione 1 solo verrà assunto) nel periodo
2009-2013 con la seguente riduzione di finanziamento (-64 milioni-euro nel
2009, -190 milioni-euro nel 2010, -316 milioni-euro nel 2011, -417
milioni-euro nel 2012, -455 milioni-euro nel 2013). Per gli EPR si avrà una
riduzione del 20% nel 2009 mentre dal 2010 al 2013 ogni unità di personale
che esce potrà essere sostituita da una sola unità personale in entrata e
non in base al valore economico “liberato” (un dirigente di ricerca libera
un valore economico che corrisponde a più unità di personale al primo
impiego).

Sommando i soli tagli all¹università provenienti da ICI e turn-over si ha
che nel quinquennio 2009-2013 ci sarà una riduzione di quasi 4 miliardi di
euro (circa 8.000 miliardi delle vecchie lire!!).

3) Nella legge n. 133/08 viene inserita una norma che concede la possibilità
alle università italiane di trasformarsi in fondazioni private. Sono del
tutto evidenti i rischi per l¹autonomia degli atenei e dei docenti oltre che
per quei settori e ambiti di ricerca che non sono appetibili sul piano
economico.

Di fatto il combinato disposto ­ taglio indiscriminato delle risorse e
possibilità di trasformazione in fondazione privata ­ rischia di modificare
il sistema universitario nazionale in un sistema di formazione estremamente
debole e con accessi differenziati in base al censo. Inoltre, senza alcun
riferimento alla valutazione si selezioneranno le sedi universitarie non
sulla base del loro valore didattico e scientifico ma in ragione della
diversità del contesto socio economico in cui operano

Citiamo una parte dell¹articolo che lo storico Franco Cardini ha scritto per
il Secolo d¹Italia il 16 luglio 2008: ³Il passaggio dall¹Università alla
Fondazione è in un certo senso epocale: sarà il passaggio da una concezione
culturale e comunitaria a una patrimoniale e privatistica del sapere; da una
mediocre e magari, perché no?, scalcinata Università di tutti, a una (forse)
buona e (certo) più costosa università per i ricchi. Privatizzandosi, alcune
università potranno salvarsi: ma in questo modo andrà una volta per tutte a
farsi benedire il diritto allo studio: o meglio lo studio come diritto.²

4) la legge 133/2008 prevede, anche per gli enti di ricerca come per le
altre amministrazioni dello Stato, una riduzione della pianta organica pari
almeno al 10%: questo implica per quegli enti che hanno la pianta organica
al completo un gravissimo problema di blocco, aggiuntivo a quello del
turn-over.

5) infine, ma di gravità addirittura più rilevante in quanto AGGREDISCE LA
PARTE PIU’ DEBOLE E AL TEMPO STESSO PIU’ PREGIATA PER L’INVESTIMENTO SUL
FUTURO, c¹è da considerare il combinato disposto tra l’articolo 49 della
legge 133/2008 (che non permette l’utilizzo del medesimo lavoratore con più
tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio
nell’arco del quinquennio ultimo) e il 37-bis inserito nel ddl 1441 in iter
d¹approvazione parlamentare (che blocca la procedura delle stabilizzazioni).
Il risultato è un blocco di massimo 3 anni per le forme contrattuali a tempo
determinato (in enti dove la frequenza dei concorsi è scarsissima) e il
licenziamento in tronco (dopo 3 mesi dall’entrata in vigore del ddl 1441) di
chi aveva già ricevuto garanzie (dallo Stato!) di un percorso per andare a
stabilizzare la propria attività professionale.

INSOMMA IL QUADRO CHE EMERGE è CHIARISSIMO:

– TAGLI ECONOMICI INSOPPORTABILI per un settore già in grave sofferenza e
del tutto sottovalutato rispetto a quanto sta succedendo nel resto del mondo
negli ultimi 15 anni. Tagli oltretutto del tutto indiscriminati, alla faccia
di tutte le discussioni su merito e promozione delle eccellenze.

– ABBANDONO DELLE RISORSE PIU¹ PREGIATE di cui un paese oggi può godere: i
giovani di talento nella ricerca scientifica. Non è un caso che in tutto il
mondo i nostri giovani trovino rapidamente collocazione e si inseriscano a
livelli qualificati.

– infine l’immagine che lo Stato fornisce di se stesso è drammaticamente
incoerente. Uno Stato (non conta la parte politica che guida in quel momento
il Governo) non può garantire un percorso di acquisizione certa di diritti e
immediatamente dopo tradire quella garanzia: sono in gioco tanto la
reputazione delle Istituzioni quanto le stesse basi di solidità civile dei
cittadini.

L’Osservatorio sulla Ricerca su proposta di un gruppo di “stabilizzandi” si
è reso disponibile a raccogliere, divulgare e promuovere un appello al Capo
dello Stato perché si adoperi per sostenere una battaglia che ci pare di
straordinaria importanza.
La raccolta di firme riguarda ovviamente TUTTI quanti sono sensibili al
problema di un Paese che intende evolvere e non fermarsi e regredire.

Per sottoscrivere: www.osservatorio-ricerca.it



“Università e Ricerca”, sito web di un gruppo di ricercatori fiorentini
venerdì 3 ottobre 2008, 20:56
Filed under: Capire il progetto-Gelmini, Eventi

Università e Ricerca è il sito web creato da un gruppo di ricercatori fiorentini, con materiale e segnalazioni di iniziative.



Elenco iniziative, a cura dell’ADI
venerdì 3 ottobre 2008, 20:52
Filed under: Eventi

L’ADI (associazione dottorandi e dottori di ricerca) tiene un archivio di iniziative in corso.