Dica133 – Contro l’affondamento dell’Università – Dica 133


A “Otto e Mezzo” gli studenti smascherano il governo
mercoledì 29 ottobre 2008, 11:27
Filed under: Capire il progetto-Gelmini

L’appello di Dica 133 “Per l’Università: investimenti adeguati e interventi innovativi” continua a mietere successi. Al festival della Creatività di Firenze abbiamo raccolto centinaia e centinaia di firme, (che dobbiamo ancora inserire online!), con cui dovremmo quasi essere a quota 5000! Continuate a diffondere il nostro appello, soprattutto per far capire due cose: che i ricercatori non strutturati (o “precari”) – e con loro il 99% degli studenti che protestano – la riforma la vogliono eccome, a patto che sia davvero improntata alla valutazione della qualità! 2) Che nessuno può pensare di avere un’Università che funzioni tagliando gli investimenti, quando già ora spendiamo meno dell’1% del Pil (tra i paesi Ocse, dietro solo alla Slovacchia…). Ed è ancora più difficile sostenere che “ci sono problemi di bilancio”, visto che – a fronte degli 1,5 miliardi tagliati all’università – si sono trovati 3 miliardi per Cai-Alitalia e 2 miliardi per tagliare l’Ici ai più ricchi…

Nel frattempo La 7 dedica una puntata alla protesta degli studenti universitari. Ospiti in studio: due rappresentanti degli studenti; il sottosegretario Valentina Aprea; in collegamento Roberto Perotti, autore del recente “L’Università truccata”.

Perotti ed Aprea sembrano in contraddizione, ma nel corso della puntata sembrano “marciare divisi per colpire uniti”. Perotti (che non a caso insegna alla Bocconi, che è privata) attacca a tutto campo l’Università pubblica italiana, culla soltanto di familismo e di corruzione, senza nessuna eccezione. La Aprea accusa gli studenti di difendere i baroni.

Meno male che i due studenti in studio sono svegli e replicano. Alla Aprea chiedono, più o meno, che se davvero voleva combattere i baroni, perché ha accuratamente insabbiato due importanti progetti di riforma già pronti (nuovo concorso dei ricercatori; nuova “agenzia della valutazione”: le stesse omissioni segnalate da “Dica 133”)? Da Perotti invece silenzio totale sul fatto che l’università italiana è anzitutto poverissima, perché finanziata con appena l1% del Pil. In ogni caso, potete vedere direttamente la puntata.

Vodpod videos no longer available.

more about "STUDENTI CONTRO – Otto e Mezzo ", posted with vodpod

Annunci


Dica133 lancia un appello all’accademia e ai cittadini italiani
lunedì 13 ottobre 2008, 20:26
Filed under: Capire il progetto-Gelmini, Documenti / mozioni / appelli, Eventi

Dica 133 (il coordinamento dei ricercatori precari del Polo delle Scienze Sociali di Firenze) ha deciso, a fianco delle altre forme di protesta che si succederanno nelle prossime settimane, di lanciare una lettera-appello per sensibilizzare il mondo dell’università, e tutta la cittadinanza in generale, sugli effetti distruttivi che avranno sull’intera Università italiana le misure contenute nella legge 133. Questa legge contiene pesanti tagli a carico del bilancio delle Università; applica il blocco delle assunzioni a un settore dove il personale è già molto anziano, e che si regge solo grazie a un esercito di precari; infine non introduce nessuna misura di trasparenza o di valutazione della qualità e del merito.

L’appello, dal titolo “Per l’Università: investimenti adeguati e interventi innovativi” mette in evidenza questi errori, ma punta a dare una risposta costruttiva, indicando le direzioni per migliorare l’Università, purtroppo ben diverse da quelle intraprese dal governo.

Le direzioni sono due: da un lato assicurare investimenti adeguati, e favorire il ricambio della classe docente; dall’altro, introdurre da subito alcune semplici misure di trasparenza e di valutazione di qualità a tutti i livelli: gestione dei bilanci degli atenei, carriere dei docenti di tutte le fasce, reclutamento dei nuovi ricercatori.

L’errore di questa legge infatti non è soltanto nell’insensatezza dei tagli, ma soprattutto nell’assenza di qualunque intervento di trasparenza e di riforma. Per questo motivo ci rivolgiamo ai docenti strutturati, che ancora forse non hanno chiaro l’impatto degli interventi; agli studenti, alle loro famiglie, ai professionisti e a tutti i cittadini che hanno a cuore l’università. Invitiamo tutti a sottoscrivere il nostro appello perché il governo inverta la rotta sull’affondamento dell’università italiana.

Clicca qui per leggere e firmare il testo dell’appello

Nota: Per segnalare un’adesione collettiva (coordinamenti, associazioni, Facoltà, ecc.) scrivi a no133fi<at>gmail<punto>com (scusate, ma l’indirizzo non è in chiaro per bloccare spam automatici)



“Università e Ricerca”, sito web di un gruppo di ricercatori fiorentini
venerdì 3 ottobre 2008, 20:56
Filed under: Capire il progetto-Gelmini, Eventi

Università e Ricerca è il sito web creato da un gruppo di ricercatori fiorentini, con materiale e segnalazioni di iniziative.



OCSE: l’Italia penultima nella spesa per l’Università
venerdì 3 ottobre 2008, 19:34
Filed under: Capire il progetto-Gelmini, Rassegna stampa

Uno dei luoghi comuni dietro al tentativo di affondamento dell’Università è quello per cui l’Università sarebbe una macchina mangiasoldi dai costi esorbitanti e di scarsissima efficienza.

Secondo Guido Barbujani de “Il Sole 24 Ore”,

“È frustrante parlare dello stato di abbandono in cui versano Università e ricerca nel nostro Paese. Le cifre sono grottesche, nessuno ci fa più caso. Tanto per dirne una: per i dìritti degli highlights della serie A, la Rai ha speso più di quanto nel2008 l’Italia ha investito nella ricerca di base, i cosiddetti progetti Prin.

Lo conferma il rapporto 2008 dell’Ocse, Education at a glance. In media, nei Paesidell’Ocse si spende per l’Università 1′1,5% del prodotto interno lordo; in ltalia, lo 0,9 per cento. Dietro di noi c’è solo la Slovacchia, per un pelo. Gli Stati Uniti investono nelle istituzioni universitarie il 2,9% del loro prodotto lordo, il Canada il2,6 per cento. Grecia, Messico, Polonia, Israele, Portogallo, Turchia,  Estonia, Cile: sono tutti davanti a noi, alcuni di un bel po’. Va bene, dirà qualcuno, ma negli Usa i privati sono molto più generosi. Vero, i privati americani lo sono sei volte più dei nostri (1′1,9% contro lo 0,3%). Ma negli Stati Uniti di George W. Bush i finanziamenti pubblici dell’Università sono ildoppio che in Italia.

Presto rimpiangeremo i tempi in cui potevamo giocarci con la Slovacchia il penultimo posto. A giugno, infatti, con il decreto legge 112/08, inserito nella manovra finanziaria per il 2009, l’Università italiana è stata rivoltata comeun calzino. Per cominciare, dovrà dimagrire: sarà assunto un nuovo dipendente solo ogni cinque pensionamenti. Ne deriveranno crescenti economie per ilbilancio dello Stato, da 456milioni di euro nel 2009 fino a 3.188 milioni nel 2012. Sembrerebbe insomma che per garantire lo sviluppo economico e la competitività ilnostro Governo abbia scoperto l’uovo di Colombo. Niente nuove risorse, anzi, noi faremo il contrario di quello che fanno glialtri:disinvestire, disinvestire!”

Leggi l’articolo di Guido Barbujani

Education At A Glance – Il rapporto OCSE sull’istruzione



Linee di intervento della CRUI
venerdì 3 ottobre 2008, 19:30
Filed under: Capire il progetto-Gelmini, Eventi

Documento approvato all’unanimità dall’Assemblea del 25 settembre 2008.




Materiali su DL 112/L.133
venerdì 3 ottobre 2008, 17:27
Filed under: Capire il progetto-Gelmini