Dica133 – Contro l’affondamento dell’Università – Dica 133


In migliaia… dicono 133 da tutte le professioni e da tutto il mondo!
venerdì 17 ottobre 2008, 16:22
Filed under: Eventi

Siamo stupefatti! In pochi giorni l’appello di Dica 133 “Per l’Università: investimenti adeguati e interventi innovativi” è stato già raccolto da migliaia di persone. Fuori dall’università, tantissimi cittadini e le professioni più disparate (vedi sotto). Dentro l’università e la ricerca: professori ordinari, professori associati, ricercatori di ruolo, ricercatori precari, studenti da tutta Italia e da molte istituzioni scientifiche italiane e internazionali.

Le adesioni sono già migliaia, ma sicuramente possiamo fare di più… diffondete Dica 133!

Per adesso intanto ringraziamo (non possiamo mettere tutte le firme!):

Anzitutto le professioni fuori dall’università (per ogni categoria, la prima voce incontrata):

Agente di commercio – Analista programmatore – Architetto – Artigiana – Attore – Avvocato – Bibliotecario – Biologa – Biotecnologo – Casalinga – Chimico industriale – Coltivatrice e poetessa – Comandante aviolinea – Commerciante – Consulente – Consulente informatico – Consulente libero professionista – Cuoco – Danzatrice – Designer – Dipendente pubblico – Dipendente azienda ospedaliera – Dirigente d’azienda – Dirigente medico azienda ospedaliera – Disoccupata – Dottore commercialista – E-learning consultant – Ematologo – Engineer – EP tecnico di laboratorio – Essere umano interconnesso – Facilitatore linguistico – Farmacista – Fisico – Funzionario –  Funzionario pubblico – Geologa – Geometra – Giornalista – Grafico – Idraulico – Impiegata – Impiegata pubblica – Impresario – Ingegnere libero professionista – Interprete – Japanese language teacher – Lavoratrice – Libero professionista – Libero artigiano e imprenditore – Medico – Musicista – Operaio – Operatore audio – Padre di famiglia – Parrucchiera – Pensionata – Praticante avvocato – Psicologo clinico e psicoterapeuta – Redattore – Responsabile HR e formatore – Ristoratore – Sindacalista – Sistemista informatico – Stilista – Storica dell’arte – Technician – Tecnico informatico – Tecnologo – Traduttrice – Urbanista – Vigile urbano

E poi, i luoghi da cui vengono le adesioni del mondo dell’università e della ricerca…

CERN (Ginevra) – European University Institute (Firenze) – IBEC/Università di Barcellona (Spagna) – Institut Cochin, Paris – Lawrence Berkeley National Laboratory (USA) – London School of Economics – Royal Observatory of Belgium – Telefonica Research, Barcelona – Uniformed Services University of the Health Sciences, Bethesda, USA – Universität Bern – Université Henry Poincaré, Nancy-1 – Université Paris Sud 11 – University of Bristol – University of Cambridge – University of Massachusetts – University of Reading – University of Warwick – University of Westminster (London) – Vrije Universiteit Amsterdam

Accademia di Belle Arti di Bologna – Accademia di Belle Arti di Brera – Accademia di Belle Arti di Firenze – Conservatorio di Musica di Torino – Conservatorio L. Cherubini (Firenze)

CNR (moltissimi istituti in tutta Italia)

Politecnico di Milano – Politecnico di Torino – Università Bocconi – Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano) – Fondazione Telethon – IRCCS Istituto Nazionale Ricovero e Cura per gli Anziani (INRCA) di Ancona – ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – Istituto Nazionale di Astrofisica/Osservatorio Astrofisico di Arcetri (Firenze) – Istituto Nazionale di Astrofisica/Osservatorio Astronomico di Padova – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – Istituto Italiano di Scienze Umane – Scuola Normale Superiore (Pisa) – SISSA Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Trieste)

Alma mater studiorum Università di Bologna – Università “G. d’Annunzio” Chieti/Pescara – Università “Magna Graecia”/Catanzaro – Università Ca’ Foscari di Venezia – Università Iuav di Venezia – Università Politecnica delle Marche – Università del Piemonte Orientale – Università del Salento – Università dell’Aquila – Università dell’Insubria – Università della Calabria – Università della Tuscia – Università di Bari – Università di Bergamo – Università di Brescia – Università di Cagliari – Università di Cassino – Università di Catania – Università di Ferrara – Università di Firenze – Università di Genova – Università di Lecce – Università di Lucca – Università di Macerata – Università di Messina – Università di Milano Bicocca – Università di Milano Statale – Università di Modena e Reggio Emilia – Università di Napoli “Federico II” – Università di Napoli “L’Orientale” – Università di Padova – Universita’ di Palermo – Università di Parma – Università di Pavia – Università di Perugia – Università di Pisa – Università di Roma “La Sapienza” – Università di Roma “Tor Vergata” – Università di Salerno – Università di Sassari – Università di Siena – Università di Torino – Università di Trento – Università di Trieste – Università di Udine – Università di Urbino “Carlo Bo” – Università per stranieri di Siena

Last but not least, il Comitato Genitori-Insegnanti della Scuola A. Saffi di Roma 😉
Grazie anche a tutti voi che avete sottoscritto e sottoscriverete il nostro appello!

E, mi raccomando, “Dica 133”!!!

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5 commenti so far
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SPIAZZA LA PIAZZA!
Vi scriviamo da uno spazio che andrà riempito con tutte le forme della ricerca finalizzata alla sensibilizzazione e condivisione: sarà un raccoglitore di definizioni fondamentali, di leggi la cui conoscenza è necessaria per comprendere ed agire propositivamente, di articoli chiarificatori, di critiche e proposte non sull’università e non solo dall’università, ma soprattutto dell’università per l’università.

Invitiamo voi e tutti gli interessati a partecipare al blog multivoce e alla lettura e discussione del seguente documento, tentativo d’ apertura da condividere con studenti e docenti successivamente allo studio delle problematiche della riforma, al fine di promuovere nell’Università l’idea della potenza pratica e simbolica di uno spostamento della didattica.

P.S. Critiche, integrazioni ed osservazioni sono molto gradite.

Viste le disposizioni riguardanti l’Università italiana contenute nella Legge 133/08,

evidenziati i punti: facoltà di trasformazione in fondazioni delle università (art. 16), sospensione delle scuole di specializzazione (art.64 comma 4-ter), blocco del turnover(art. 66), taglio dal fondo di finanziamento ordinario (art. 66 comma 13),

preso atto della necessità di manifestare la propria preoccupazione a riguardo della stessa, il cui danno sarebbe irreparabile per l’Università nel suo complesso,

si propone lo spostamento fisico della didattica sulla falsariga di quanto sta accadendo in diversi atenei italiani.
Non un semplice blocco degli insegnamenti, che rischierebbe di ledere i diritti fondamentali di partecipazione alle lezioni da parte degli studenti e dei docenti, bensì un’ esternazione necessaria e creativa che porti la protesta fuori dall’Università, aprendola nelle strade e nelle piazze d’incontro, al fine di condividere il malcontento e sensibilizzare sulla situazione di crisi profonda vissuta dall’istruzione universitaria. Una possibilità di promuovere un confronto con la realtà cittadina che comunichi l’enorme disaccordo con i provvedimenti contenuti nella suddetta legge, con la consapevolezza che soltanto la sensibilizzazione e la condivisione possano portare attenzioni, aperture e proposte.

QdG

Commento di QdG

[…] “In migliaia… dicono 133 da tutte le professioni e da tutto il mondo! Venerdì 17 Ottobre 2008, 16:22 Archiviato in: Eventi […]

Pingback di 133/08: La protesta cresce anche sul web « Doctor Gray’s Weblog - Diario di uno Studente di Medicina

Io studio per diventare ricercatrice… Mariastella, non tagliarmi le ali…! se poi ti ammali e non esiste cura non lamentarti, perchè l’hai voluto tu!!

Commento di paola

Il Decreto Gelmini è Legge dello Stato
Il Senato ha approvato in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola con 162 a favore, 134 contrari e tre astenuti.
Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori e ora è legge.

Ora, come prima e più di prima, è necessario il nostro impegno!

Aderiamo allo sciopero nazionale di domani 30 ottobre!
Insieme: insegnanti, studenti, famiglie e cittadini!
Insieme per esprimere il proprio dissenso
e diventare parte attiva nel salvataggio della scuola pubblica!
Continuiamo la nostra azione per una scuola migliore!

http://noveminutiemezzo.splinder.com/

Commento di Andrea

Amici,

Credo che purtroppo l’enorme mobilitazione contro i provvedimenti di questo governo ed in generale contro la sua politica non sortirà alcun effetto, perchè ci troviamo di fronte ad una banda di ignoranti, sordi a tutto e presi solo dai loro interessi personali e dei loro amici.

In tale situazione propongo una nuova strategia per rapportarsi e “dialogare” con il governo che, secondo me, potrebbe portare a risultati rivoluzionari.

In breve si tratta di questo: lo sciopero dei prodotti pubblicizzati sulle reti televisive del nostro presidente del consiglio. Da una certa data e per un certo periodo tutti dovranno vedere qualche programma di Italia 1 o Canale 5 o Rete 4, muniti di carta e penna, e annotare i prodotti che vengono reclamizzati durante i break pubblicitari. Ebbene, tali prodotti NON DOVRANNO ESSERE ACQUISTATI per tutto il periodo previsto.

Faccio un esempio: sulla legge Gelmini non viene effettuato un dibattito parlamentare serio e magari viene posta la fiducia, oppure viene proposto il lodo Alfano. Bene, allora dal primo di ottobre e fino alla fine di novembre (o per un periodo diverso da stabilire di volta in volta) tutti noi eviteremo di acquistare i prodotti pubblicizzati su Mediaset. In questo modo le varie aziende produttrici (che ovviamente devono essere al corrente di questo tipo di lotta), vedendo calare le vendite, saranno costrette ad abbandonare la pubblicità su tali televisioni, e ciò provocherà un danno economico più o meno grave al nostro miliardario, che probabilmente, attaccato com’è a sodi e potere, sarà costretto a scendere a patti con i cittadini.
Non è necessario che ognuno di noi stia davanti alla tv per ore ed ore (sarebbe una tortura), bastano anche i prodotti reclamizzati in un singolo spazio pubblicitario che vedo oggi, poi quelli che mi capita di annotare domani, e così via.
E non è una lotta contro le ditte che producono pasta o deodoranti: se io mangio solo rigatoni della ditta X, sponsorizzata su Mediaset, dovrò solo astenermi dal comprarla nel periodo deciso, a meno che (questo è importante) non ritiri la sua pubblicità su tali reti (anzi, da questo momento dovrò riacquistare il prodotto). Tra l’altro se non compro la pasta della marca X comprerò quella della marca Y, quindi il mercato della pasta è salvaguardato.

Ovviamente tutto questo ha bisogno di una organizzazione (mezzi di informazione quali i vostri siti internet) e di persone che coordinino le azioni di lotta. Sarà inoltre necessario per tutti riuscire a superare quel sentimento di disgusto che ci prende di fronte alla tv-spazzature delle televisioni in generale, e di quelle di Berlusconi in particolare.
Tuttavia secondo me può funzionare, però bisogna fare presto! Propongo a voi tutto ciò perché io non ho possibilità tecniche per arrivare al pubblico che i vostri siti raggiungono.
Pensate che bello: BATTERE BERLUSCONI UTILIZZANDO COME ARMA IL SUO CONFLITTO DI INTERESSI!!!

Se questo tipo di organizzazione di cittadini e della loro azione si realizzasse, potrebbe essere esteso alla lotta contro tutti i politici disonesti, di qualsiasi fazione e di qualsiasi governo futuro. Potrebbero essere pubblicate liste di marchi o aziende facenti capo a determinati politici disonesti (mi sembra che queste siano informazioni accessibili e pubblicabili legalmente), con la conseguenza di segnalare a noi cittadini i relativi prodotti da non acquistare.
Chi sa se in questa maniera si potrà arrivare in futuro ad avere uomini e donne che vadano in parlamento per fare i politici e non gli affari propri.

Il metodo potrebbe essere esportato al settore del commercio, i consumatori potrebbero finalmente essere organizzati per contrastare efficacemente gli industriali. Esempio: tale marca di pasta ha aumentato i prezzi, asteniamoci dal comprarla.

Ciao a tutti.

Commento di GUIDO




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