Dica133 – Contro l’affondamento dell’Università – Dica 133


L’appello di “Osservatorio sulla ricerca”
sabato 4 ottobre 2008, 19:19
Filed under: Documenti / mozioni / appelli, Eventi

Le politiche Berlusconi-Tremonti-Brunetta-Gelmini su Università e Ricerca
PRESENTANO IL CONTO AL PAESE e determinano una prospettiva di futuro per
l’Italia fuori dagli accordi di Lisbona, ossia fuori dalla strategia europea
che ha individuato NELLA CONOSCENZA IL FULCRO CENTRALE DEL NUOVO SVILUPPO
ECONOMICO E SOCIALE.

Riportiamo di seguito la lista dei drammatici interventi del Governo (era
difficile prevedere in così pochi mesi la messa in atto di un progetto così
disastroso, privo di qualunque indirizzo proveniente da una seria
valutazione del sistema Università e Ricerca e senza nessuna trasparenza e
confronto):

1) Il finanziamento dell’abolizione dell¹ICI sulla prima casa per le
famiglie con redditi alti (per quelle con bassi redditi era già stata
abolita dalla finanziaria 2008 del Governo Prodi), si basa tra gli altri sul
decreto legge n. 93/2008 che ridurrà ogni anno (fino al 2013) di 467 MILIONI
DI EURO il fondo statale di finanziamento ordinario delle università (taglio
del 6% totale del fondo che però grava essenzialmente sulla parte
comprimibile (13%): manutenzioni, utenze, etc);

2) la legge n. 133/08 comporta una riduzione del turn-over al 20% per le
università (su 5 che vanno in pensione 1 solo verrà assunto) nel periodo
2009-2013 con la seguente riduzione di finanziamento (-64 milioni-euro nel
2009, -190 milioni-euro nel 2010, -316 milioni-euro nel 2011, -417
milioni-euro nel 2012, -455 milioni-euro nel 2013). Per gli EPR si avrà una
riduzione del 20% nel 2009 mentre dal 2010 al 2013 ogni unità di personale
che esce potrà essere sostituita da una sola unità personale in entrata e
non in base al valore economico “liberato” (un dirigente di ricerca libera
un valore economico che corrisponde a più unità di personale al primo
impiego).

Sommando i soli tagli all¹università provenienti da ICI e turn-over si ha
che nel quinquennio 2009-2013 ci sarà una riduzione di quasi 4 miliardi di
euro (circa 8.000 miliardi delle vecchie lire!!).

3) Nella legge n. 133/08 viene inserita una norma che concede la possibilità
alle università italiane di trasformarsi in fondazioni private. Sono del
tutto evidenti i rischi per l¹autonomia degli atenei e dei docenti oltre che
per quei settori e ambiti di ricerca che non sono appetibili sul piano
economico.

Di fatto il combinato disposto ­ taglio indiscriminato delle risorse e
possibilità di trasformazione in fondazione privata ­ rischia di modificare
il sistema universitario nazionale in un sistema di formazione estremamente
debole e con accessi differenziati in base al censo. Inoltre, senza alcun
riferimento alla valutazione si selezioneranno le sedi universitarie non
sulla base del loro valore didattico e scientifico ma in ragione della
diversità del contesto socio economico in cui operano

Citiamo una parte dell¹articolo che lo storico Franco Cardini ha scritto per
il Secolo d¹Italia il 16 luglio 2008: ³Il passaggio dall¹Università alla
Fondazione è in un certo senso epocale: sarà il passaggio da una concezione
culturale e comunitaria a una patrimoniale e privatistica del sapere; da una
mediocre e magari, perché no?, scalcinata Università di tutti, a una (forse)
buona e (certo) più costosa università per i ricchi. Privatizzandosi, alcune
università potranno salvarsi: ma in questo modo andrà una volta per tutte a
farsi benedire il diritto allo studio: o meglio lo studio come diritto.²

4) la legge 133/2008 prevede, anche per gli enti di ricerca come per le
altre amministrazioni dello Stato, una riduzione della pianta organica pari
almeno al 10%: questo implica per quegli enti che hanno la pianta organica
al completo un gravissimo problema di blocco, aggiuntivo a quello del
turn-over.

5) infine, ma di gravità addirittura più rilevante in quanto AGGREDISCE LA
PARTE PIU’ DEBOLE E AL TEMPO STESSO PIU’ PREGIATA PER L’INVESTIMENTO SUL
FUTURO, c¹è da considerare il combinato disposto tra l’articolo 49 della
legge 133/2008 (che non permette l’utilizzo del medesimo lavoratore con più
tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio
nell’arco del quinquennio ultimo) e il 37-bis inserito nel ddl 1441 in iter
d¹approvazione parlamentare (che blocca la procedura delle stabilizzazioni).
Il risultato è un blocco di massimo 3 anni per le forme contrattuali a tempo
determinato (in enti dove la frequenza dei concorsi è scarsissima) e il
licenziamento in tronco (dopo 3 mesi dall’entrata in vigore del ddl 1441) di
chi aveva già ricevuto garanzie (dallo Stato!) di un percorso per andare a
stabilizzare la propria attività professionale.

INSOMMA IL QUADRO CHE EMERGE è CHIARISSIMO:

– TAGLI ECONOMICI INSOPPORTABILI per un settore già in grave sofferenza e
del tutto sottovalutato rispetto a quanto sta succedendo nel resto del mondo
negli ultimi 15 anni. Tagli oltretutto del tutto indiscriminati, alla faccia
di tutte le discussioni su merito e promozione delle eccellenze.

– ABBANDONO DELLE RISORSE PIU¹ PREGIATE di cui un paese oggi può godere: i
giovani di talento nella ricerca scientifica. Non è un caso che in tutto il
mondo i nostri giovani trovino rapidamente collocazione e si inseriscano a
livelli qualificati.

– infine l’immagine che lo Stato fornisce di se stesso è drammaticamente
incoerente. Uno Stato (non conta la parte politica che guida in quel momento
il Governo) non può garantire un percorso di acquisizione certa di diritti e
immediatamente dopo tradire quella garanzia: sono in gioco tanto la
reputazione delle Istituzioni quanto le stesse basi di solidità civile dei
cittadini.

L’Osservatorio sulla Ricerca su proposta di un gruppo di “stabilizzandi” si
è reso disponibile a raccogliere, divulgare e promuovere un appello al Capo
dello Stato perché si adoperi per sostenere una battaglia che ci pare di
straordinaria importanza.
La raccolta di firme riguarda ovviamente TUTTI quanti sono sensibili al
problema di un Paese che intende evolvere e non fermarsi e regredire.

Per sottoscrivere: www.osservatorio-ricerca.it

Annunci

1 commento so far
Lascia un commento

Mi sembra che sia minato l’intero sistema scolastico! Sono un’insegnante della scuola secondaria di secondo grado e anche per noi non mancano novità che penalizzano fortemente il nostro ordine di scuola, soprattutto quella di carattere tecnico e professionale, in cui da anni lavoro orgogliosamente. Vi sostengo e spero che le coscienze di molti educatori possano scuotersi e comprendere la gravità di tale situazione

Commento di Lavinia




Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: