Archiviato in: Capire il progetto-Gelmini
L’appello di Dica 133 “Per l’Università: investimenti adeguati e interventi innovativi” continua a mietere successi. Al festival della Creatività di Firenze abbiamo raccolto centinaia e centinaia di firme, (che dobbiamo ancora inserire online!), con cui dovremmo quasi essere a quota 5000! Continuate a diffondere il nostro appello, soprattutto per far capire due cose: che i ricercatori non strutturati (o “precari”) – e con loro il 99% degli studenti che protestano – la riforma la vogliono eccome, a patto che sia davvero improntata alla valutazione della qualità! 2) Che nessuno può pensare di avere un’Università che funzioni tagliando gli investimenti, quando già ora spendiamo meno dell’1% del Pil (tra i paesi Ocse, dietro solo alla Slovacchia…). Ed è ancora più difficile sostenere che “ci sono problemi di bilancio”, visto che – a fronte degli 1,5 miliardi tagliati all’università – si sono trovati 3 miliardi per Cai-Alitalia e 2 miliardi per tagliare l’Ici ai più ricchi…
Nel frattempo La 7 dedica una puntata alla protesta degli studenti universitari. Ospiti in studio: due rappresentanti degli studenti; il sottosegretario Valentina Aprea; in collegamento Roberto Perotti, autore del recente “L’Università truccata”.
Perotti ed Aprea sembrano in contraddizione, ma nel corso della puntata sembrano “marciare divisi per colpire uniti”. Perotti (che non a caso insegna alla Bocconi, che è privata) attacca a tutto campo l’Università pubblica italiana, culla soltanto di familismo e di corruzione, senza nessuna eccezione. La Aprea accusa gli studenti di difendere i baroni.
Meno male che i due studenti in studio sono svegli e replicano. Alla Aprea chiedono, più o meno, che se davvero voleva combattere i baroni, perché ha accuratamente insabbiato due importanti progetti di riforma già pronti (nuovo concorso dei ricercatori; nuova “agenzia della valutazione”: le stesse omissioni segnalate da “Dica 133″)? Da Perotti invece silenzio totale sul fatto che l’università italiana è anzitutto poverissima, perché finanziata con appena l1% del Pil. In ogni caso, potete vedere direttamente la puntata.
2 Commenti finora
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Il pisano c’era all’assemblea nazionale
. . . Menomale che qualcuno riesce a farsi sentire!
Commento di Tiziano Carducci Lunedì 10 Novembre 2008 @ 20:37ma quella simpatica onorevole non si tappa mai la bocca? io a una così fossi la gruber gli direi “brava ciccia, te sul mio programma non ci torni Mai Più”. è incredibile quanto sono maleducati i politici italiani nei talk show. incredibile.
Commento di piero Martedì 11 Novembre 2008 @ 1:36